La Rete dei
Comunisti e “Nuestra America” salutano con
entusiasmo la schiacciante vittoria riportata da Evo
Morales e da Álvaro García Linera nel referendum
confermativo del loro incarico che si è tenuto in
Bolivia nella giornata di domenica 10 agosto.
Se venissero confermati i
dati che attribuiscono ai due leader boliviani una
percentuale anche superiore a quel 63% diffuso dai primi
sondaggi, si tratterebbe di una vittoria senza
precedenti, ben superiore in ampiezza a quella riportata
nelle elezioni politiche del 2005. Una crescita netta
dei consensi che premia il coraggio di una coalizione
politica e di un fronte sociale che in questi ultimi tre
anni di governo hanno avuto il coraggio di “aggredire”
un sistema basato sulle diseguaglianze economiche e sul
massacro sociale imposti negli scorsi decenni dai
governi reazionari e corrotti subalterni agli interessi
di Washington e delle multinazionali.
Ciò che è accaduto a La
Paz dimostra per l’ennesima volta, se ce ne fosse
bisogno, che laddove la sinistra porta avanti con forza
un’azione incisiva di cambiamento dello status quo,
laddove si radica tra i settori popolari e rappresenta
gli interessi di classe dei lavoratori e degli indigeni
senza rinunce e senza compromessi, ottiene importanti
consensi ed è capace anche di tener testa alle
provocazioni degli ambienti politici, economici e
militari al servizio dell’imperialismo nordamericano.
L’ennesima vittoria del
governo di sinistra in Bolivia non rappresenta solo una
importantissima affermazione dei valori del socialismo
in un paese per la prima volta governato dai legittimi
rappresentanti della popolazione indigena e dei
lavoratori. La vittoria nel referendum confermativo
costituisce un contributo fondamentale al processo di
integrazione dell’America Latina, una integrazione
basata sulla collaborazione e la solidarietà tra i
popoli e le nazioni del continente, alternativa a quella
dai forti tratti neocoloniali che vorrebbero imporre sia
Washington che il nascente polo imperialista europeo.
Un risultato
straordinario, quello conseguito da un movimento
politico e popolare tra i più importanti dell’intera
America Latina, che assume un valore ancora maggiore
alla luce della campagna di destabilizzazione condotta
in maniera sempre più aggressiva da parte delle forze
della destra e dell’oligarchia, che anche attraverso
l’uso della violenza e delle minacce di golpe sono
pronte a precipitare il paese nel baratro della guerra
civile e della separazione delle province ricche pur di
impedire l’affermazione del programma rivoluzionario in
campo economico e sociale dell’esecutivo di Morales.
La Rete dei Comunisti,
Nuestra America